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Come Riconoscere l'Epoca di un Mobile Antico

Alberti Laura Anna Maria Alberti Laura Anna Maria
Pasillos, vestíbulos y escaleras de estilo clásico de L'Antica s.a.s. Clásico
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Hai trovato un vecchio mobile in cantina, in soffitta, o nella casa della nonna? O magari ne hai scovato uno in un mercatino d’antiquariato, e ora vorresti saperne di più sulla sua epoca e sulla sua storia? Con qualche piccolo accorgimento, anche se non sei un interior designer, puoi riconoscere l’epoca di un mobile antico. Ed evitare così spiacevoli fregature, o capire se – ciò che si è scovato – è un piccolo tesoro.

Un mobile riveste sempre un enorme fascino, anche quando il suo stato di conservazione non è ottimale. Del resto, senza piccoli segni e senza il passare del tempo, non sarebbe quello stesso mobile. Con la sua storia e col suo vissuto. Che lo si voglia conservare trasformandolo nel protagonista del proprio arredo (anche se lo stile della vostra casa è moderno anzi, in quel caso è ancora meglio), o che lo si voglia rivendere, ecco dunque come andare a capire a quale epoca appartiene.

Com’è stato realizzato il mobile

La prima cosa da fare, per provare a riconoscere l’epoca di un mobile antico, è capire come è stato realizzato. I metodi di realizzazione, infatti, ci danno un preziosissimo indizio: sono molte le tecniche che si sono succedute, tra il Rinascimento e il Novecento. Senza contare che, nell’Ottocento, era molto diffusa l’imitazione dei vecchi stili. Soprattutto per i mobili da salotto.

Ad esempio, se il mobile vede l’impiego di pannelli e cornici senza colle – ma con il ricorso a scanalature e incastri – è successivo al Rinascimento; se vi è lo stampiglio, di solito nascosto laddove non si vede, o se vi è una firma con inchiostro grasso su di una parte di legno tenera, il mobile è francese ed è datato tra il 1741 (quando fu introdotto l’obbligo dello stampiglio) e il 1791 (quando le corporazioni furono abolite).

Decori intarsiati a quadrifoglio indicano la provenienza genovese del mobile, un’impiallacciatura con essenza che tende all’ocra e venature piumate ne suggerisce la provenienza inglese e una datazione tra fine ‘700 e inizio ‘800. Cornici scure sottili attorno ad ante e cassetti sono infine tipiche del Settecento.

L’importanza del legno

Per riconoscere l’epoca di un mobile antico è importante riconoscerne il materiale. Che, quasi sicuramente, sarà legno. È però la tipologia utilizzata a fare la differenza: ci sono i legni duri (il mogano, l’ebano, il noce, la quercia, il frassino) che sono i più pregiati, e ci sono poi i legni morbidi come il faggio e la betulla, spesso utilizzati per la camera da letto, che in genere – nei mobili antichi – sono impiegati per gli interni e per le parti che non sono a vista.

I mobili appartenenti all’epoca napoleonica non presentano l’impiego di legni esotici (all’epoca vietati) e sono dunque chiari, spesso realizzati con legni d’alberi da frutto. Se siamo dinnanzi ad un mobile “semplice”, fatto con legni più economici, possiamo verosimilmente avere a che fare con un mobile italiano o francese provinciale, mentre più preziosi sono i mobili che presentano contrasti di colore, grazie all’impiego di legni violacei come l’ebano o il palissandro.

Com’è stato trattato il legno?

Non è importante solo la tipologia del legno utilizzato: fondamentale è anche come questo è stato trattato. Agli inizi dell’Ottocento, spesso si coloravano legni poveri per mascherare la loro origine umile: venivano fatti bollire con sale di tartaro, verniciati in due volte, e ritoccati con un pennello che imitasse le venature, così da simulare il palissandro. Il legno così trattato, in genere, è però un legno molto povero: analizzando la sua compattezza è possibile valutarlo in modo certo.

Come riconoscere l’epoca di un mobile finto a partire dal legno, dunque? La prima cosa da fare è verificare che non vi siano graffi (sinonimo di verniciatura superficiale), e ispezionare le zone nascoste. Si nasconde lì, la verità d'un arredo.


Laccatura e imperfezioni

Un mobile antico, spesso, è un mobile laccato. Esistono però tanti tipi di laccatura: le più diffuse sono la laccatura cinese (Coromandel), caratterizzata da un elevato spessore e da toni oro, neri e verdi scuri, la Sandracca (utilizzata dai veneziani), la francese Vernis Martin. Se il mobile è trattato con gommalacca, si tratta di una realizzazione successiva all’Ottocento: prima, questo trattamento veniva infatti utilizzato quasi esclusivamente sugli Stradivari.

Grande attenzione va riservata poi alle imperfezioni. Che, in un mobile antico (e dunque realizzate a mano), sono presenti e sono caratterizzanti. Prima del 1840 modanature, intarsi, intagli e curvature erano realizzati esclusivamente a mano. Ed ecco che, le naturali imprecisioni, ne costituiscono l’anima.

Ci possono però essere dei falsi: oggi esistono macchinari in grado di creare qualsiasi tipo di decoro, e di dare ad un mobile “comune” l’aspetto di un mobile prezioso. Ma già alla fine del ‘700 si utilizzavano tecniche particolari per dare preziosità ad un arredo mentre, dalla metà dell’Ottocento, per creare falsi si utilizzavano la cartapesta e le presse.

Ispezionare le parti nascoste

Un’ultima cosa da prendere in considerazione, per valutare l’epoca di un mobile antico, sono le sue parti nascoste. Bisogna valutare se il legno massello è stato tagliato con un’ascia o con una sega manuale, oppure con una più moderna sega circolare o a nastro: i primi sono tagli irregolari, i secondi sono lisci e uniformi. Se poi il mobile è davvero prezioso, ed è privo di chiodi e di viti, può essere datato tra il 1650 e il 1790.

Il prezzo di un mobile antico

Come si determina il prezzo di un mobile antico? Prendendo in considerazione moltissime variabili. Una volta individuata l’epoca, infatti, ci sono tutta una serie di altri dettagli da tenere in considerazione: l’eventuale presenza di pezzi non originali, sostituiti in un momento successivo alla sua creazione; lo stato di conservazione, l’essenza lignea, lo spessore del legno; la qualità di ferramenta, maniglie e serrature; la presenza di intagli e intarsi, di vetro e di patina.

Ecco dunque che, rivolgersi ad un esperto di fiducia, è davvero fondamentale.

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