Rapporti Aeroilluminanti: Normative e Calcolo

Pide Presupuesto

Número incorrecto. Por favor, compruebe el código del país, prefijo y número de teléfono.
Al hacer clic en 'Enviar' confirmo que he leído los Política de protección de datos y acepto que mi información anterior será procesada para responder a mi solicitud.
Nota: Puedes cancelar tu consentimiento enviando un email a privacy@homify.com con efecto futuro

Rapporti Aeroilluminanti: Normative e Calcolo

Giuseppe Solinas – homify Giuseppe Solinas – homify
Cocinas integrales de estilo  de archi-lab | laboratorio di architettura, Moderno
Loading admin actions …

In questo Libro delle Idee vedremo che cosa sono i rapporti aeroilluminanti e capiremo meglio come si calcolano. Quello della cosiddetta aeroilluminazione rappresenta uno dei criteri principali per determinare se un'abitazione rispetta gli standard di igiene e salubrità che permettono di ottenere le autorizzazioni di abitabilità. I rapporti aeroilluminanti, oltre a determinare l'ottenimento dei permessi, vanno anche a influire sulle condizioni di umidità e di isolamento sia termico che acustico di un'abitazione. 

I rapporti aeroilluminanti sono determinati dalla relazione tra la superficie della finestra o delle finestre di un locale e la superficie di pavimento del locale stesso. Si può parla di rapporti illuminanti quando vengono considerate le sole superfici di vetro dell’infisso, e di rapporti aeranti quando si considerano le superfici della finestre come se fossero aperte. Il valore di questo rapporto può variare a seconda della destinazione d’uso dell'edificio, tanto che per alcuni immobili, e solo in casi particolari, quasi sempre per spazi commerciali, è concesso che non siano garantite ventilazione ed illuminazione naturali, ma che queste siano fornite da dispositivi artificiali.

Le leggi impongono che un edificio per essere dichiarato abitabile debba garantire un'adeguata presenza di superfici dedicate all'illuminazione e all'aerazione degli ambienti. Come vedremo nel dettaglio, si tratta di un calcolo che interessa i rapporti tra le volumetrie degli ambienti e le aperture, le cosiddette luci, come porte e finestre, che permettono di stabilire se gli ambienti rispettano i parametri definiti da leggi e regolamenti comunali per definire una casa o un edificio commerciale abitabile. 

Non ci resta che andare a vedere nel dettaglio cosa sono e come si calcolano i rapporti aeroilluminanti: seguiteci.

1. Cosa sono i rapporti aeroilluminanti

I rapporti aeroilluminanti esprimono le relazioni, da calcolare per ogni ambiente di un immobile, tra le superfici di pavimenti e quelle delle aperture verso l'esterno. Questi rapporti si dividono in rapporti illuminanti e rapporti aeranti. Nel primo caso, le superfici delle finestre considerate sono quelle vetrate, mentre nel secondo si considera l'intera superficie apribile, e cioè l'intera struttura compreso il telaio. 

I rapporti aeroilluminanti sono quindi determinati dalla relazione tra superfici delle finestre e superfici dei pavimenti. Uno dei valori più diffusi nel caso dei rapporti aeroilluminanti previsti dai vari regolamenti edilizi è di 1/8, che può arrivare a 1/10 per alcuni ambienti particolari come quelli delle mansarde.

2. Calcolare i rapporti aeroilluminanti

Come detto, quindi, il calcolo dei rapporti aeroilluminanti si baserà sui regolamenti comunali e i parametri da questi indicati. Dividendo l'area della finestra per quella totale di un ambiente, il valore dovrà essere uguale o inferiore a quelli determinati, di 1/8 o 1/10, per essere considerato valido. Questo valore, come detto, può quindi cambiare da comune a comune.

Il riferimento normativo a livello nazionale è rappresentato dal Decreto Ministeriale del 5 luglio 1975 che, al comma 2 dell'articolo 5, dice che per ogni locale di un'abitazione l'ampiezza delle finestre deve essere proporzionata in maniera tale da garantire un valore medio di luce diurna che non sia inferiore al 2%, e in ogni caso che la superficie delle finestre non dovrà essere inferiore a 1/8 di quella del pavimento.

3. Parametri per definire i rapporti aeroilluminanti

Esistono dei parametri minimi da rispettare e il sistema per calcolare i rapporti aeroilluminanti in fase progettuale sono raccolti nei regolamenti comunali d'igiene e quindi hanno valori che possono cambiare da un regolamento all'altro: a questi si deve fare, in ogni caso, riferimento anche in caso di ristrutturazioni, per cui il numero e l'ampiezza delle luci può cambiare.

A cambiare i rapporti aeroilluminanti può essere anche la destinazione d'uso dei locali. Se per quelli abitabili, come detto, il rapporto tra superfici finestrate e pavimenti deve essere di 1/8, sono invece possibili valori meno restrittivi per locali la cui destinazione d'uso sia differente, come cantine e sottotetti: per questo tipo di locali si può arrivare a 1/10. Quando si parla di luce zenitale, cioè proveniente dai soffitti, il rapporto può arrivare anche a 1/12.

4. I rapporti aeroilluminanti nel caso di mansarde e sottotetti

Nel caso di mansarde e sottotetti il rapporto tra le superfici del pavimento e delle finestre che determinano i rapporti aeroilluminanti, deve rispettare alcuni parametri particolari, come l'altezza minima. Secondo la normativa nazionale già richiamata, questo deve essere di 1/8 per garantire un fattore medio di luce diurna non inferiore al 2%.

Nel caso di mansarde e sottotetti questi rapporti sono generalmente calcolati sulle sezioni di pavimento in cui si supera l'altezza minima consentita: questi possono quindi cambiare a seconda dei regolamenti locali. Per esempio, in Veneto l'altezza minima è di 1,8 metri, mentre in regioni come Calabria, Lombardia, Sardegna, Sicilia è di 1,5 m. In altra regioni, come Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Toscana, Umbria, i rapporti aeroilluminanti permessi arrivano sino a 1/16.

5. I rapporti aeroilluminanti nei centri storici

Un altro fattore da tenere in considerazione nella determinazione dei rapporti aeroilluminanti è rappresentato dalla ubicazione dei locali e dalla loro vetustà. Quando, infatti, si deve intervenire su edifici antichi e dislocati nei centri storici delle città, per modificare i rapporti tra le superfici dei pavimenti e quelle finestrate si deve sottostare ai regolamenti che potrebbero, per esempio, non permettere di intervenire sulle finestre delle facciate. 

Nel caso degli ambienti interni di edifici ubicati nei centri storici, non si potrà intervenire sui muri portanti, anche se normative specifiche, possono introdurre speciali deroghe: in ogni caso, progettisti e architetti dovranno tenere conto delle specifiche normative nel calcolare i rapporti aeroilluminanti.

6. Le superfici da considerare nel calcolo dei rapporti aeroilluminanti

Ancora una volta, sono i regolamenti comunali a determinare quali superfici vanno prese in considerazione nel calcolo dei rapporti aeroilluminanti. Nel caso, per esempio, del comune di Roma, l'articolo 40, comma f del Regolamento Generale Edilizio determina i parametri da seguire nel calcolo dei rapporti  sulla falsariga di quello nazionale, le superfici da prendere in considerazione sono le superfici apribili e cioè quelle vetrate e che collegano interno ed esterno, lasciando quindi fuori la parte del telaio dal calcolo.

Esistono diversi studi che hanno dimostrato come anche fattori di luce diurna media del 5% sono in grado di garantire dei valori di comfort visivo accettabili: quelli da tenere in considerazione, però, rimangono quelli stabiliti da normative nazionali e locali, che rappresentano l'unico parametro per ottenere l'abitabilità delle abitazioni.

Vivienda Unifamiliar en Tomiño, Pontevedra (Spain): Casas de estilo  de HUGA ARQUITECTOS, Rústico

¿Necesitas ayuda con tu proyecto?
¡Contáctanos!

¡Encuentra inspiración para tu hogar!